Piercing... no grazie!

Sicuramente di moda, ma di certo non altrettanto salutare.
È questo, in estrema sintesi, il concetto che i medici tentano da anni di divulgare, affinché si riesca a mettersi al riparo da tutti quei rischi inevitabili in cui si incorre a causa dei piercing orali.


Attraverso la perforazione a livello linguale, delle labbra o delle guance, infatti, nel breve e nel lungo periodo si va incontro a problemi di diversa gravità, che possono variare in modo più o meno ampio:

    Traumi continui sui tessuti molli capaci di causare lesioni precancerose;
    Gonfiore e dolore della parte interessata a causa del rigetto;
    Retrazione gengivale nel giro di pochi mesi, che può portare a parodontite o (nei casi più gravi) alla perdita dei denti;
    Possibile spostamento o allontanamento dei denti, causato dalla pressione del piercing;
    Infezioni batteriche determinate dall’eccessivo contatto delle dita con il piercing (senza contare tutti i microrganismi già presenti nella bocca);
    Malattie a trasmissione ematica;
    Possibili crepe nei denti, con danneggiamenti e fratture a opera della pressione del piercing (spesso causata anche dal continuo giocherellare della lingua con quest'ultimo).

 

È fondamentale, pertanto, che i possessori di piercing mantengano una perfetta igiene orale, lavando i denti anche tre o quattro volte al giorno con uno spazzolino morbido ed effettuando anche risciacqui con un collutorio o dell’acqua salata. Altrettanto importante, poi, è che il piercing venga pulito regolarmente per evitare che vi si depositi il tartaro, così come accade per i denti.