OSAS: Sindrome delle apnee notturne

A chi non è mai capitato di russare?

E' accertato che più della metà degli italiani russa.

Esso di per sé, è già un disturbo del sonno, che spesso crea problemi anche a chi dorme vicino a noi, ma non è tutto qui, infatti, quasi un italiano su quattro soffre delle cosiddette apnee nel sonno.

Esse sono delle sospensioni del respiro che si presentano durante i momenti di riposo, che comportano dei microrisvegli continui, brevi e inconsapevoli, associate ad una pericolosa riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue.

La patologia legata a questi fenomeni di occlusione delle vie aeree superiori si chiama sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS – Obstructive Sleep Apnea Syndrome), ed in molti casi, solo il russare è il campanello d'allarme.

Appunto per questo l’OSAS è una malattia da non sottovalutare: chi ne soffre ha un rischio maggiore di sviluppare ipertensione arteriosa, infarto o ictus cerebrale, oltre ad obesità e diabete.

Inoltre, chi è affetto da questa sindrome prova spesso durante il giorno un senso continuo di affaticamento, stanchezza, poca concentrazione e un’eccessiva sonnolenza, che causa un maggior rischio di essere coinvolti in incidenti lavorativi e stradali.

Non solo gli adulti però possono avere questi problemi anche spesso i nostri bambini russano, hanno un sonno agitato, assumono posizioni insolite per dormire, magari fanno pipì a letto, e poi di giorno sono iperattivi e irritabili, con qualche difficoltà scolastica.

Una varietà di segnali che può dipendere, anche nel loro caso, da un unico problema: l'apnea ostruttiva nel sonno (OSAS).

Se non viene trattata, nei bambini può comportare ritardi nella crescita, un aumento del rischio di andare incontro a otiti e, nei casi più gravi, anche un aumento del rischio di diabete e patologie cardiopolmonari.

Negli adulti così come nei bimbi ci sono condizioni predisponenti, come ipertrofie adenotonsillari, asma, riniti allergiche, obesità e particolari caratteristiche facciali.

La prima cosa da fare è ovviamente rivolgersi al proprio medico o pediatra che a sua voltà consiglierà gli specialisti da interpellare, per esempio esperti di disturbi del sonno, otorinolaringoiatri o odontoiatri .

La diagnosi di OSAS, in ogni caso, passa attraverso un esame strumentale molto semplice e non invasivo, chiamato Polisonnografia, che prevede la registrazione del sonno.

Una volta accertata la diagnosi di OSAS, la terapia può prevede un approccio puramente medico, odontoiatrico oppure può unire più branche della medicina.

L’OSAS è spesso molto difficile da diagnosticare, perché il paziente può essere asintomatico o non riconoscere i sintomi, ma non è più una patologia sconosciuta, oggi le terapie per combattere russamento e apnee notturne sono estremamente personalizzate e spesso multi-disciplinari.

                                                                                                                                                                                                         Dott.ssa Cecilia Petrelli